Le vostre storie

Storia di Maria Barnabà

Lunedi 4 luglio 2016 Oggi ho terminato i controlli annuali e sembra che vada tutto bene, anche con le cisti di Naboth al collo dell’utero, che mi hanno assicurato innocue e gli eosinofili nel sangue che sono a 10, mentre il valore normale è 7, ma l’oncologa di turno al Pascale mi ha detto che forse è un’allergia; nonostante mi continuano a chiedere la risonanza magnetica con contrasto al seno, pure se non posso farla perché rischio di morire per shock anafilattico per l’allergia al nichel. A dicembre la dovrò fare anche senza contrasto perché l’ha chiesta per il prossimo controllo! Allora, l’anno scorso i controlli annuali l’8 agosto furono sospesi e non poterono terminare perché l’oncologo sospettava che le “MINUSCOLE AREE SCLEROTICHE” della mia scapola sinistra fossero l’inizio di metastasi ossee. Rinviò la diagnosi ad ottobre, dopo la scintigrafia, e non contento della PET e della TAC con contrasto,mi salutò dicendomi di rifare la TAC alla spalla dopo due mesi!!! COME HO TRASCORSO IL RESTO DEL TEMPO CHE MI SEPARAVA DALL’ESAME DI OTTOBRE? Chissà se gli oncologi se lo domandano come ci sentiamo noi! Le vacanze in collina, decisi di non vedere il mare che amo troppo e che mi avrebbe creato ulteriore sofferenza, le foto che pensavo fossero le ultime (quale metteranno sulla mia tomba?) L’alimentazione “macrobiotica”che seguo e che oramai, sentivo inutile per la prevenzione delle recidive - che c*****a! - mi dicevo. Man mano, la perdita del senso del dovere, ma mi sforzavo, dovevo farlo perché c’erano gli impegni: il lavoro, la casa, i miei adorati figli e tutto il resto! Per fortuna c’è MIO MARITO!!!CHE ROCCIA ! Mi tiene VIVA e mi domanda vita! E quanto lo AMO per questo!!! Gli incubi la notte, l’inizio della scuola e la difficile ripresa, resa ancor più difficile dal pensiero che non avrei potuto continuare l’anno scolastico. La paura dentro ingabbiata, soltanto mia, che non mi abbandonava MAI! L’impossibilità di confidarsi con le colleghe, e dover dire di NO agli impegni programmati per l’anno scolastico. DIRE NO!- Perché?- Mi chiedevano, ed io zitta:-non me la sento!- Ma oramai stai bene hai superato tutto!- Le colleghe, gli altri non sanno , non immaginano come ci si sente, come si sta da questo lato della barricata. Ed io ZITTA! E con il martirio nell’anima e la voglia di abbandonarmi al pianto! La rabbia per quel medico che, alle mie domande di sgomento, mi rispose:- certo che possono essere dovute anche solo all’osteoporosi, ma io faccio l’oncologo e pertanto non posso rassicurarvi, per me sono sospette!- Poi da lui non sono ritornata, il referto della TAC era negativo e ho pensato che fosse inutile fargli rileggere il referto (perché è solo questo ciò che fanno) certo non guardano le lastre, chissà perché! A loro è dovuto il potere di prescrivere gli esami importanti e darti le medicine che ti accompagnano alla fine. Sono stata contenta dopo l’esame di ottobre e persino felice, fino a gennaio e poi, dopo lo sforzo in palestra, il dolore al seno operato e l’ecografia col primario che mi diceva di fare l’ago aspirato perche’ sentiva dei noduli!!! L’ecografia d’urgenza il giorno dopo e la liberazione dall’ansia. Non c’è nulla di strano è una piega della protesi. Come si sta così?! Bisogna convivere. Quando sto bene , mi sento bene, senza dolori e in forze, e vado in palestra faccio la lezione, oppure quando vado a scuola in bicicletta (maledetti me l’hanno rubata giorni fa!!! Ma poi spero l'abbia presa uno che stava peggio di me e che gli serva per trovare lavoro..Ok poverino, sei giustificato!) e... poi mi sento FELICE! Finalmente! Ma sono piccoli momenti, che non posso condividere con nessun altro oltre me! Mi piacerebbe vivere più intensamente la vita con la mia famiglia e anche con i miei amici e o anche le colleghe, condividere con gli altri i miei momenti di gioia profonda! Ci sono sere come questa che mi viene voglia di dare una festa, di stare sveglia tutta la notte solo per osservare le stelle, ma non è possibile è tutto normale: la cucina , la cena la tivvù, dormire e basta. Ufffa!

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