Newsletter Maggio Giugno 2026

8 maggio - «Insieme di Insiemi» porta il tumore ovarico dal Ministero alla piazza

In occasione della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, la campagna Insieme di Insiemi ha acceso i riflettori su una malattia ancora troppo silenziosa, spesso diagnosticata tardi e segnata da profonde differenze territoriali nell’accesso alle cure.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra i gruppi scientifici MITO e MANGO e le associazioni pazienti ACTO Italia, LOTO, aBRCAdabra, ALTo e Mai più sole, con l’obiettivo di unire competenze cliniche, ricerca, voce delle pazienti e advocacy istituzionale. Un’alleanza nata per informare meglio le donne, favorire una diagnosi più tempestiva e chiedere percorsi di cura più equi, omogenei e appropriati in tutte le Regioni.

Il percorso è stato anticipato il 3 maggio da un’intervista a Sky Health con Sandro Pignata e Ilaria Bellet, Presidente di ACTO Italia, dedicata alla necessità di rompere il silenzio sul tumore ovarico e di costruire una rete forte tra pazienti, clinici, associazioni, cittadini e istituzioni. Un primo momento pubblico per raccontare il senso della campagna: nessuna donna deve essere lasciata sola e il tumore ovarico deve diventare una priorità reale di salute pubblica.

La giornata dell’8 maggio si è poi aperta al Ministero della Salute, dove è stata presentata la prima Agenda nazionale di impegno per le donne con tumore ovarico: sei priorità e sei traguardi misurabili al 2030. Tra gli obiettivi indicati: più informazione, più prevenzione, centri di riferimento regionali, accesso omogeneo a test e terapie innovative, maggiori investimenti nella ricerca e servizi strutturati per la qualità di vita. Scarica l'agenda a questo link 

ACTO Italia, rappresentata dalla Presidente Ilaria Bellet, insieme ad ACTO Puglia, ACTO Campania e ACTO Sicilia, ha ribadito un messaggio centrale: il diritto alla cura non può dipendere dal luogo in cui una donna vive o dal centro a cui arriva per caso. Nel tumore ovarico, arrivare presto al centro giusto, accedere ai test necessari e ricevere una presa in carico multidisciplinare può cambiare concretamente il percorso di malattia.

Nel pomeriggio, la campagna è uscita dai luoghi istituzionali ed è arrivata in Piazza del Popolo, nell’ambito di Tennis & Friends Salute e Sport, con un flash mob dedicato alle 15 donne che ogni giorno in Italia ricevono una diagnosi di tumore ovarico. Quindici sedie coperte da un drappo teal hanno trasformato un dato epidemiologico in un’immagine forte e immediata: dietro ogni numero ci sono una donna, una famiglia, una storia, un bisogno di cura che non può restare invisibile.

La mobilitazione è proseguita con due webinar nazionali: il 26 maggio, dedicato a prevenzione, diagnosi e terapie, con il contributo, tra gli altri, di Sandro Pignata e Silvia Gregory, Vicepresidente ACTO Italia; e il 23 giugno, centrato sulle sei priorità dell’Agenda di Insieme di Insiemi, con la partecipazione di Ilaria Bellet sul tema dell’equità di accesso e degli standard nazionali di cura.

Con Insieme di Insiemi, ACTO Italia conferma il proprio ruolo di rete nazionale capace di tenere insieme sensibilizzazione, informazione, advocacy e presenza territoriale. Il messaggio è chiaro: sul tumore ovarico non bastano più attenzione e buone intenzioni. Servono decisioni, standard comuni, centri di riferimento, accesso tempestivo all’innovazione e percorsi capaci di accompagnare ogni donna dalla prevenzione alla cura.


Acto in tutta Italia: la Giornata Mondiale diventa rete, cura e comunità 

ACTO Sicilia: «Labia, madri d'amore» porta a Roma la maternità oltre la biologia

In occasione della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, ACTO Sicilia ha portato in Piazza del Popolo a Roma l’installazione di land art “Labia, madri d’amore”, nell’ambito delle iniziative promosse da Insieme di Insiemi
L’opera, composta da circa 800 manufatti realizzati a mano dalle pazienti, ha trasformato la piazza in una grande distesa di colore e memoria. Le copertine, nate durante i percorsi di cura e destinate ai reparti di neonatologia, hanno creato un’immagine delicata e potente: tante mani, tante storie, un unico messaggio di vita.

Labia, madri d’amore” è dedicata alle donne che, a causa di un tumore ovarico o ginecologico, devono rinunciare alla possibilità di una maternità biologica, ma possono essere accompagnate verso altri percorsi di genitorialità, come l’affido e l’adozione. 
Distesa attorno all’obelisco di Piazza del Popolo, l’installazione ha saputo fermare lo sguardo dei passanti e aprire una riflessione profonda: la maternità non si esaurisce nella biologia, ma può continuare a vivere nella cura, nell’accoglienza e nell’amore.

Con questa iniziativa, ACTO Sicilia ha dato voce a una dimensione spesso poco raccontata del tumore ovarico: l’impatto sulla fertilità, sul desiderio di maternità e sull’identità femminile. Un modo intenso e poetico per ricordare che prendersi cura significa anche riconoscere i bisogni più intimi delle donne, oltre la malattia.

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ACTO Lombardia: Telemedicina per essere più vicine, anche a distanza

In occasione della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, ACTO Lombardia ETS ha avviato, insieme ad ASST Lecco e AB medica, un nuovo servizio di counselling in telemedicina dedicato alle pazienti con tumore ovarico.  
Il progetto, attivo presso l’Ospedale A. Manzoni di Lecco, utilizza la piattaforma MAIA connected care, pensata per rendere più semplice, sicuro e accessibile il contatto tra paziente e team clinico anche a distanza.

Il servizio prevede 200 sessioni di counselling da 20 minuti e coinvolge un’équipe multidisciplinare composta da ginecologi, oncologi, genetisti e sessuologi, a disposizione delle pazienti per rispondere a dubbi legati alle terapie, agli aspetti genetici, alla sessualità, al benessere psicologico e alla qualità di vita. 
La telemedicina diventa così uno strumento concreto di continuità di cura: non sostituisce la relazione umana, ma la rafforza, aiutando le donne a sentirsi accompagnate anche fuori dall’ospedale e nei momenti in cui la distanza può rendere più difficile il confronto con gli specialisti.

Con questa iniziativa, ACTO Lombardia conferma il proprio impegno per una presa in carico sempre più vicina ai bisogni reali delle pazienti, capace di unire innovazione digitale, competenza clinica e attenzione alla persona.

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ACTO Puglia: 15 scatti per raccontare la cura come comunità

ACTO Puglia ha scelto di partire da un dato forte - 15 diagnosi di tumore ovarico ogni giorno in Italia - per costruire una campagna fotografica capace di raccontare non solo la malattia, ma la rete che sostiene ogni donna. Dopo la prima immagine della sedia vuota, ispirata al flash mob di Roma, la campagna ha dato volto a 15 figure simboliche del percorso di cura: professionisti sanitari, caregiver, associazioni e pazienti, con l’obiettivo di raccontare un altro volto del percorso di malattia, che è quello della comunità, che si prende cura e che si stringe intorno alla donna già al momento della.  Cambia la prospettiva: la malattia non è più solo un problema della persona che la vive e sperimenta in prima persona, ma diventa un tema di tutti e tutte.
All’interno della campagna, quindi, oltre a ripercorre il percorso di cura, s’è dato spazio a ogni singola individualità, ma anche alla comunità, ritratta, nell’ultima foto, come unico “corpo”. Ed è proprio quello il senso di “Alleati si vince”. Se nella prima foto la sedia vuota è in primo piano, sembra più grande e fa paura, nell’ultima foto, la sedia è un puntino rispetto alla bellezza delle persone che la circondano e che se ne prendono cura.

Il progetto, realizzato dal fotografo Christian Quatela con la tecnica della fotografia partecipata, ha coinvolto attivamente le persone ritratte, chiamate a raccontare la propria esperienza. Ogni immagine è stata accompagnata da una parola chiave. La campagna, iniziata il 23 aprile, si è conclusa l'8 maggio. 
Con questa iniziativa, ACTO Puglia ha dato forma a un messaggio potente e necessario: nessuna donna deve sentirsi sola davanti a una diagnosi di tumore ovarico.

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ACTO Piemonte: Prevenzione e salute al «Women's Power Party»

Dall’8 al 10 maggio 2026, in occasione della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, ACTO Piemonte ha promosso il Women’s Power Party – Il Ranch della Salute, presso il Ranch delle Donne di Nichelino
Per tre giorni, il Ranch si è trasformato in un villaggio della prevenzione aperto alla cittadinanza, con visite e consulenze gratuite, incontri informativi, attività di movimento, momenti di benessere e socialità.

L’iniziativa ha portato la prevenzione fuori dagli spazi tradizionali della sanità, rendendola più vicina, semplice e accessibile. Un’occasione concreta per ricordare l’importanza della diagnosi precoce, dei corretti stili di vita e dell’attenzione alla salute femminile.
Con questa iniziativa, ACTO Piemonte ha confermato il proprio impegno nel promuovere prevenzione, informazione e qualità di vita per le donne, contribuendo a rendere più visibili il tumore ovarico e i tumori ginecologici anche sul territorio.

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Acto Toscana: prevenzione, scienza e arte per la Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico

In occasione della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, ACTO Toscana ha promosso una giornata capace di unire informazione scientifica, testimonianza e linguaggi artistici, portando la prevenzione fuori dai luoghi abituali della medicina.

L’8 maggio, presso la Sala Consiliare del Comune di Santo Stefano di Magra, si è tenuta la conferenza “Salute e Prevenzione”, realizzata in collaborazione con LILT – Associazione Provinciale di La Spezia e con il patrocinio del Comune.
All’incontro hanno partecipato il Dott. Franco Vaira, oncologo e Direttore Scientifico LILT, la Dott.ssa Laura Lombardi, Presidente LILT, e la Dott.ssa Maria Cristina Petrella, Direttrice di Oncologia Medica Ginecologica dell’Ospedale Careggi e componente del Comitato Scientifico di ACTO Toscana. La giornata è stata introdotta da Paola Sisti, Sindaco di Santo Stefano di Magra, e ha dato spazio alla testimonianza della fashion designer Antonietta Tuccillo.

Accanto alla parte scientifica, ACTO Toscana ha scelto di utilizzare anche il linguaggio del corpo e dell’arte: la conferenza è stata accompagnata da una coreografia del metodo Sensual Dance Fit, curata dall’insegnante Annalisa Ciuti, per ricordare che prevenzione significa anche consapevolezza, ascolto di sé e cura della propria femminilità.

La giornata è proseguita in serata al Teatro dell’Olivo di Camaiore con lo spettacolo “Separati ma non troppo” della Compagnia del Molo. Anche qui è stata ripresa l’installazione simbolica della sedia, segno delle donne che ogni giorno ricevono una diagnosi di tumore ovarico e richiamo visivo alla necessità di non lasciare nessuna paziente sola.

Un’iniziativa intensa e originale, che ha mostrato come scienza, comunità, danza, teatro e simboli condivisi possano parlare insieme di prevenzione, diagnosi precoce e vicinanza alle donne.

 

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Acto Campania e Acto Triveneto: il simbolo della sedia vuota negli ospedali del territorio


La sedia vuota, simbolo grafico della campagna di sensibilizzazione dell'8 maggio e protagonista del flash mob di Roma, ha viaggiato idealmente nel resto d'Italia creando una connessione tra nord e sud. Da Roma alla Toscana, alla Campania, al Triveneto, alla Puglia.

Ad Avellino, Acto Campania ha organizzato la proiezione dell'immagine su tutti gli schermi delle sale d'attesa dell'Ospedale Moscati  e della ASL, oltre a far illuminare la Torre dell'Orologio, simbolo della città, del colore ottanio del tumore ovarico.

A Treviso, Acto Triveneto ha realizzato una vera e propria istallazione con una sedia reale oltre all'immagine simbolica all'Ospedale Cà Foncello.


Tumore ovarico: nuove terapie, nuovi test, stessi diritti per tutte

Tumore ovarico: AIFA approva la rimborsabilità di mirvetuximab soravtansine

ACTO Italia ha partecipato a Roma alla conferenza stampa “Tumore Ovarico: le Nuove Frontiere dell’innovazione Terapeutica”, dedicata al via libera di AIFA alla rimborsabilità di mirvetuximab soravtansine, il primo anticorpo farmaco-coniugato approvato e rimborsato in Italia per alcune pazienti con tumore ovarico platino-resistente positivo al recettore alfa dei folati. 
All’incontro sono intervenuti Sandro Pignata, Domenica Lorusso, Giusy Scandurra, Ilaria Bellet, Presidente di ACTO Italia, e Fabrizio Greco, Amministratore Delegato di AbbVie Italia.

Il tumore ovarico resta la neoplasia ginecologica più grave, con oltre 5.400 nuove diagnosi ogni anno in Italia e un alto rischio di recidiva dopo il primo trattamento. In questo scenario, l’arrivo di una nuova opzione terapeutica rappresenta un passo importante per rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti delle pazienti.
Come ha sottolineato la Prof.ssa Domenica Lorusso, “l’innovazione terapeutica sta cambiando la storia naturale del tumore ovarico e migliorando le aspettative di vita delle pazienti”. Una buona notizia, dunque, che conferma il valore della medicina di precisione anche nelle neoplasie ginecologiche.

Per ACTO Italia, tuttavia, l’innovazione deve essere accessibile a tutte. Come ha ricordato Ilaria Bellet, Presidente di ACTO Italia, accanto alla terapia va garantito anche il test FRα, in modo uniforme e gratuito su tutto il territorio, perché a contare sia il bisogno clinico e non il luogo di cura.
ACTO Italia continuerà a lavorare perché l’innovazione non resti una possibilità per alcune, ma diventi un diritto uguale per tutte le donne.

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Tumore ovarico platino-resistente: alla Camera focus su innovazione ed equità di accesso

Il 17 giugno 2026, presso la Sala Conferenza Stampa della Camera dei Deputati, si è tenuto il tavolo clinico-istituzionale “Tumore ovarico platino-resistente: innovazione terapeutica ed equità di accesso”, promosso dall’On. Simona Loizzo.
Il confronto ha visto la partecipazione, oltre all'On. Loizzo in rappresentanza delle istituzioni, dei clinici Carmine Pinto, Anna Fagotti e Giovanni F. Zannoni, e delle associazioni pazienti ACTO Italia, LOTO e ALTO.

Per ACTO Italia ha partecipato la Presidente Ilaria Bellet, portando la voce delle pazienti su un tema cruciale: garantire che l’innovazione terapeutica nel tumore ovarico platino-resistente non resti confinata a pochi centri, ma diventi accessibile in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale.
Il messaggio emerso è chiaro: nuove terapie, test biomolecolari, percorsi diagnostico-terapeutici e presa in carico nei centri adeguati devono procedere insieme. Solo così l’innovazione può trasformarsi da opportunità clinica a diritto realmente esigibile per tutte le pazienti. 

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Tumore ovarico: ACTO Italia al confronto sul test HRD

ACTO Italia ha partecipato a Roma all’evento “Il test HRD nel percorso clinico del tumore ovarico”, promosso nell’ambito dell’Ovarian Cancer Commitment, insieme a istituzioni, clinici e associazioni pazienti.

All’incontro sono intervenuti la Senatrice Elena Murelli e i clinici membri dell’OCC Anna Fagotti, Umberto Malapelle, Sandro Pignata e Carmine Pinto. Presenti anche le associazioni pazienti aBRCAdabra, ACTO Italia e LOTO
Al centro del confronto, la necessità di garantire a tutte le donne con tumore ovarico un accesso uniforme, tempestivo e rimborsato al test HRD, fondamentale per orientare le scelte terapeutiche e rendere possibile una cura realmente personalizzata.

Come sottolineato da Pinto, Malapelle e Pignata, “nel tumore ovarico avanzato il tempo della diagnosi molecolare è parte integrante del tempo della cura”: il test HRD non è quindi un esame accessorio, ma uno strumento necessario per definire la strategia terapeutica più appropriata. La Legge di Bilancio 2026 ha previsto risorse dedicate alla profilazione genomica HRD. Ora la priorità è renderle operative, superando le differenze regionali e arrivando all’inserimento del test HRD nei LEA.

ACTO Italia ha ribadito che l’accesso all’innovazione non può dipendere dal luogo in cui una donna vive o viene curata: diagnosi molecolare, centri di riferimento, presa in carico multidisciplinare e qualità delle cure devono diventare diritti esigibili per tutte le pazienti.  


ACTO tra gli esperti delle «Performance regionali» di CREA Sanità

ACTO Italia è tra i componenti dell’Expert Panel della XIV edizione del progetto “Livelli di tutela della Salute: le Performance Regionali”, promosso da C.R.E.A. Sanità. Nel Panel, composto da 114 esperti rappresentativi di istituzioni, professioni sanitarie, management, industria e utenti, ACTO Italia è presente con la Presidente Ilaria Bellet nella categoria Utenti.
La partecipazione conferma il ruolo delle associazioni pazienti nei luoghi in cui si analizzano qualità, equità e capacità di risposta dei sistemi sanitari regionali. Per ACTO Italia, misurare le performance significa anche interrogarsi su quanto le donne con tumori ginecologici riescano davvero ad accedere, in ogni Regione, a diagnosi tempestiva, centri di riferimento, test molecolari, terapie innovative, percorsi multidisciplinari e supporti alla qualità della vita.

Nel corso dell’incontro, Daniela d’Angela e Federico Spandonaro hanno presentato i risultati della XIV edizione del Rapporto, che restituiscono una fotografia in chiaroscuro del Servizio Sanitario: le performance regionali migliorano, ma restano ancora lontane da livelli ottimali e continuano a mostrare differenze significative tra i territori. L’indice di performance oscilla infatti dal 64% del Veneto al 36% della Calabria, mentre il valore medio nazionale passa dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025. Circa un terzo delle Regioni non supera ancora il 40% della performance massima teorica.

Un dato particolarmente rilevante riguarda anche la percezione dei cittadini: il miglioramento esiste, ma viene avvertito in modo limitato e molto diverso nelle varie aree del Paese. Il Rapporto richiama inoltre l’attenzione su alcune fragilità strutturali, tra cui assistenza territoriale, servizi domiciliari, integrazione sociosanitaria e presa in carico delle persone con bisogni complessi. 
Per ACTO Italia questi risultati confermano una priorità ormai non rinviabile: una sanità giusta non può cambiare a seconda del luogo di residenza. Nei tumori ginecologici, e in particolare nel tumore ovarico, le differenze regionali possono incidere concretamente sui tempi della diagnosi, sull’accesso ai centri esperti, alla chirurgia appropriata, ai test molecolari e alle terapie innovative.

ACTO Italia continuerà quindi a portare nei tavoli nazionali la voce delle pazienti, affinché qualità della cura, innovazione e presa in carico diventino diritti garantiti ovunque, non opportunità legate al territorio in cui si vive.  


ACTO Italia lancia i Sintometri

ACTO Italia ha presentato i Sintometri, due strumenti semplici e immediati pensati per aiutare le donne a riconoscere e monitorare i possibili segnali di allarme del tumore ovarico e del tumore dell’utero
La diagnosi precoce, soprattutto nei tumori ginecologici, può fare la differenza. Alcuni sintomi, infatti, sono spesso sfumati, intermittenti o facilmente confusi con disturbi comuni. Per questo ACTO Italia ha ideato cartoncini bifacciali da utilizzare come piccole schede-diario di auto-osservazione: la donna può segnare con una crocetta i sintomi presenti e, in base alla loro frequenza e persistenza, valutare se rivolgersi al medico o al ginecologo.

Per il tumore ovarico, i segnali da non sottovalutare includono gonfiore addominale persistente, senso di sazietà precoce, dolore pelvico e bisogno frequente di urinare. L’elemento più importante è la durata: se i sintomi sono nuovi, ricorrenti e persistono per oltre tre settimane, è consigliabile parlarne con uno specialista.
Per il tumore dell’utero, il campanello d’allarme principale è il sanguinamento vaginale anomalo, soprattutto dopo la menopausa, ma anche tra un ciclo e l’altro o in forma diversa dal consueto.

I Sintometri non sostituiscono la visita medica, ma possono rappresentare un primo aiuto concreto per osservare meglio il proprio corpo, riconoscere segnali sospetti e arrivare prima al confronto con il medico. Sono scaricabili gratuitamente dal sito di ACTO Italia a questo link  e distribuiti in formato cartaceo in occasione degli eventi nazionali e regionali.


HPV: vaccinarsi deve essere semplice

Il 20 maggio ACTO Italia ha partecipato a Roma all'incontro «Tumori HPV correlati e prevenzione. Come cambia in Italia l'approccio negli adulti e genitori di adolescenti», durante il quale è stato presentato il Rapporto Piepoli 2026, promosso da MSD. L'indagine, condotta su 1.800 persone, mostra una buona conoscenza del virus HPV e una crescente fiducia nella vaccinazione come strumento di prevenzione oncologica. Resta però un bisogno forte di informazione, soprattutto tra gli uomini, ancora spesso disorientati ma interessati a capire di più.

Silvia Gregory, vicepresidente di ACTO Italia, ha ricordato che per aumentare le coperture vaccinali servono messaggi chiari, accesso più semplice e luoghi di vaccinazione più vicini alle persone, dalle farmacie agli spazi frequentati dai giovani. MSD ha inoltre presentato «Sofia», avatar della nuova campagna informativa.


 ACTO alla Milano Health Week - L'informazione è parte della cura

Dal 4 al 6 giugno, ACTO ha partecipato alla Milano Health Week, portando il proprio contributo su informazione, prevenzione oncologica e ruolo delle associazioni pazienti nei percorsi di cura.

Per ACTO Italia, la Presidente Ilaria Bellet è intervenuta agli IBM Studios Milano nel talk “Oltre la cura: la forza dell’informazione e del lavoro di squadra”, insieme ad Adele Patrini, portavoce di Europa Donna nel Comitato Scientifico dell’Accademia di Senologia “Umberto Veronesi” e Presidente di C.A.O.S. Varese.

Nel suo intervento, Bellet ha richiamato il valore del lavoro delle associazioni pazienti: ascoltare i bisogni reali delle donne, trasformarli in proposte concrete per clinici e istituzioni, promuovere percorsi di cura più omogenei e sostenere l’equità di accesso a terapie innovative, test genetici e genomici, trial clinici e servizi per la qualità di vita.

 

Anche ACTO Lombardia è stata protagonista della manifestazione, con la Presidente Alessia Sironi, che ha moderato il talk “Prevenzione oncologica in ginecologia” insieme ai Dottori Mauro Signorelli ed Elena Giudice dell’Ospedale Humanitas San Pio X. L’incontro ha affrontato temi centrali come screening, vaccinazione anti-HPV, test BRCA e prevenzione nelle famiglie a rischio.

La partecipazione alla Milano Health Week è stata anche un’occasione preziosa per incontrare cittadine e cittadini, ascoltare storie, diffondere informazione corretta e ricordare che consapevolezza, prevenzione e rete sono strumenti fondamentali per accompagnare le donne prima, durante e dopo la diagnosi.


Dalle ACTO regionali: progetti, prevenzione e nuovi percorsi di cura

ACTO Sicilia - «Spazi di vita» all'Orecchio di Dionisio, Siracusa

Il 28 giugno, nella cornice suggestiva dell’Orecchio di Dionisio, al Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa, ACTO Sicilia ha presentato “Spazi di vita”, progetto edito da Algra e dedicato al rapporto tra luoghi, cura e qualità dell’esperienza dei pazienti oncologici. 
Ideato dall’oncologa Giusy Scandurra, Direttrice dell’UOC di Oncologia Medica dell’Ospedale Cannizzaro di Catania, insieme all’architetto Giuseppe Scannella e con il contributo dell’ingegnere Vincenzo Udine, il progetto nasce da una consapevolezza semplice ma profonda: chi affronta una malattia oncologica trascorre una parte importante della propria vita in ospedale, e gli spazi della cura possono incidere sul benessere, sulle relazioni e sul modo stesso in cui la malattia viene vissuta.
“Spazi di vita” propone una nuova visione dell’oncologia, in cui l’ambiente non è solo contenitore della terapia, ma diventa parte del percorso di cura: uno spazio aperto, accogliente, capace di sostenere pazienti, familiari e caregiver. 
Alla presentazione, aperta al pubblico, sono intervenuti anche Anna Maria Motta, Presidente di ACTO Sicilia, insieme a professionisti dell’urbanistica, dell’architettura e della progettazione, per riflettere su come i luoghi possano diventare più umani, più accessibili e più vicini ai bisogni delle persone. 
La scelta dell’Orecchio di Dionisio non è stata casuale: un luogo antico, attraversato dal tempo, è diventato il simbolo di un messaggio attuale e necessario. Anche nella malattia, gli spazi possono continuare a parlare di vita, relazione e comunità.

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ACTO Puglia - «Abbracci di cura» e il Torneo di Padel «Oltre la rete»

Tra maggio e giugno, ACTO Puglia ha promosso due iniziative capaci di unire informazione, ascolto, sport e qualità di vita.

Il 24 maggio, in via Sparano a Bari, il presidio “Abbracci di cura” ha portato la prevenzione nel cuore della città: volontari e professionisti sono stati a disposizione dei cittadini per offrire informazioni sul tumore ovarico, distribuire materiali e richiamare l’attenzione sui sintomi da non sottovalutare. La giornata si è conclusa con un momento simbolico di tango, pensato come metafora di connessione, cura e vicinanza.

Il 21 giugno, allo Sporting Club Didonna di Rutigliano, ACTO Puglia e Gemme Dormienti ETS hanno promosso il torneo solidale di padel “Oltre la rete – per la bellezza che cura”. I fondi raccolti sosterranno l’allestimento di uno spazio temporaneo di oncoestetica all’interno dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, con trattamenti realizzati da professioniste certificate APEO. Un’iniziativa che ricorda come la cura non sia fatta solo di terapie, ma anche di benessere, autostima e accompagnamento.

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ACTO Toscana: prevenzione, visite gratuite e movimento

ACTO Toscana ha proseguito il proprio impegno sul territorio con iniziative dedicate alla prevenzione, all’informazione e agli stili di vita. L’associazione ha promosso una campagna di visite ginecologiche gratuite e un incontro all’Ospedale Santa Chiara di Pisa con la Dott.ssa Congregati, dedicato a genetica, prevenzione e risposte ai dubbi delle pazienti. 

Accanto all’informazione scientifica, ACTO Toscana ha valorizzato anche il ruolo del movimento e della salute attiva, partecipando il 17 maggio alla Camminata del Cuore di Viareggio, manifestazione inclusiva di 10 km dedicata alla prevenzione, con check-up gratuiti, incontri con specialisti e servizi di valutazione medico-sanitaria.
Un percorso che conferma la visione di ACTO Toscana: fare prevenzione significa offrire strumenti concreti, creare occasioni di incontro e accompagnare le donne a prendersi cura di sé prima, durante e dopo la malattia.

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ACTO Lombardia: “Lo dice l’esperto”, una serie di video per rispondere alle domande delle pazienti

Oltre al nuovo progetto di telemedicina avviato a Lecco, ACTO Lombardia ha rafforzato la propria attività di informazione con la serie di brevi video “Lo dice l’esperto”, pensata per rispondere in modo semplice e autorevole alle domande che molte pazienti si pongono dopo una diagnosi di tumore ginecologico.

Ginecologi oncologi, psicologa e nutrizionista affrontano temi spesso delicati, che non sempre trovano spazio nelle visite o che le donne faticano a porre apertamente: dubbi sulle terapie, alimentazione, sessualità, benessere emotivo, qualità di vita e ritorno alla quotidianità. 
La serie si inserisce nel lavoro continuativo di ACTO Lombardia per creare spazi di confronto tra pazienti ed esperti, già sviluppato negli anni con iniziative come gli incontri dedicati alle donne con tumori ginecologici.

Con questo progetto, ACTO Lombardia conferma una priorità semplice ma fondamentale: offrire informazione corretta, accessibile e vicina alle pazienti, perché nessuna domanda resti senza risposta.

ACTO Piemonte: l’immunoterapia apre nuove prospettive nel tumore dell’endometrio

Il 25 giugno, presso la Sala Conferenze dell’AO S. Croce e Carle di Cuneo, si è tenuto l’evento ECM “Cura, Innovazione e Futuro in Ginecologia Oncologica”, con il patrocinio di ACTO Piemonte. Tra i responsabili scientifici, Elisa Picardo, Presidente di ACTO Piemonte e ginecologa oncologa all’Ospedale Sant’Anna della Città della Salute e della Scienza di Torino.

L’incontro ha affrontato alcuni dei temi oggi più rilevanti nella cura dei tumori ginecologici: dai difetti genetici e sindromi eredo-familiari alla qualità di vita, dalle nuove prospettive terapeutiche alle aree ancora complesse della pratica clinica, come biomarcatori, immunoterapia, PARP-inibitori e nuove strategie di trattamento. Particolare attenzione è stata dedicata anche agli aspetti spesso meno visibili del percorso oncologico, ma fondamentali per le pazienti: fertilità, sessualità, benessere psicofisico e qualità di vita. La stessa Elisa Picardo è intervenuta sul tema dei disturbi della sfera sessuale nella donna oncologica, richiamando l’importanza di una presa in carico che non si limiti alla terapia, ma guardi alla persona nella sua interezza.

L’evento ha confermato quanto l’innovazione in ginecologia oncologica non riguardi solo nuovi farmaci o nuove tecnologie, ma anche la capacità di costruire percorsi più completi, personalizzati e attenti ai bisogni reali delle donne. Per ACTO Piemonte, il futuro della cura passa da qui: competenza clinica, accesso equo all’innovazione e attenzione concreta alla qualità della vita.