Indagini d'opinione

Indagine Doxapharma/Acto onlus: Tumore ovarico, rischio genetico e test genetici: ma cosa ne sappiamo?

Il tumore dell’ovaio è una malattia causata dalla combinazione ed interazione di diversi fattori definiti come fattori di rischio.

Tra questi vi sono le mutazioni genetiche portate alla ribalta dal caso dell’attrice Angelina Jolie che ha annunciato di essersi sottoposta ad asportazione delle tube e delle ovaie perchè portatrice di una mutazione dei geni BRCA che ne aumentava di oltre l’80% il rischio di contrarre un tumore ovarico.
A seguito dell’ampio dibattito suscitato anche in Italia da questo annuncio Acto onlus ha voluto indagare quanto sanno e come si rapportano le donne italiane al tema del rischio genetico e dei test genetici in relazione al tumore ovarico.

La ricerca è stata condotta da Doxapharma nel mese di marzo 2015 in due fasi:


  • fase qualitativa: 2 workshop (Milano /Roma) con campione di 8 donne per ciascuno dei due gruppi di età compresa tra i 40 e i 65 anni con esperienze di persone con tumore ovarico a loro vicine

  • fase quantitativa: indagine Cawi (Computer Assisted Web Interview) su questionario strutturato della durata di 20’ somministrato a 600 donne di età compresa tra i 40 e i 65 anni (con quote del 49% per la fascia 40-50 e del 51% per la fascia 51-65

I RISULTATI 

A distanza di 4 anni da una analoga ricerca condotta da Acto onlus sulla conoscenza del tumore ovarico (ricerca Acto onlus CATI 2011), il livello di conoscenza di questa neoplasia risulta essere ancora piuttosto lacunoso
Il 59% delle intervistate ha giudicato il proprio livello di conoscenza tendenzialmente basso (media 5,1 su una scala da 1 a 10).
La scarsa conoscenza si spiega con il fatto che solo l’11% delle intervistate si è interfacciata con un medico che ha parlato loro spontaneamente di tumore ovarico e questo medico è il ginecologo, figura principale di riferimento e di informazione su questo argomento.
Di questo 11% solo il 29% ha ricevuto informazioni sui fattori di rischio  e solo 2 donne su 600 dichiarano che il loro medico ha parlato loro spontaneamente di alterazioni genetiche ed ereditarietà genetica.

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